La marmitta: uso e manutenzione

Forse non tutti sanno che anche le marmitte possono essere testate e selezionate.
Se acquistiamo tre o quattro marmitte dello stesso tipo, marca e numero di omologazione Efra e le mettiamo a confronto in pista, ci accorgeremo che avremo un diverso livello di prestazioni: questo succede perchè i nostri motori sono così sensibili a questo accessorio che, una piccola differenza di pochi decimi di millimetro nella saldatura dei due coni che compongono la marmitta, può variarne le caratteristiche.
In genere le marmitte che risultano più performanti hanno anche un maggior consumo di carburante, quelle più tranquille sono anche più limitate nei consumi.
Se avremo l'accortezza di provarle e numerarle in base alle prestazioni ed ai consumi, avremo la possibilità di scegliere la più adatta alle esigenze della gara.
Passiamo ora alla personalizzazione della marmitta: è risaputo che, più marmitta e collettore sono lunghi, più si ha coppia in basso, minore consumo ed anche un minore surriscaldamento del motore. Con uno scarico corto, avremo un motore con coppia più alta ed adatto ai circuiti veloci, ma anche un maggior surriscaldamento dello stesso ed un consumo più elevato.
Per variare la lunghezza dello scarico, è preferibile tagliare il solo collettore perchè, tagliando la marmitta, si rischia di modificare le caratteristiche dell'espansione.
Occorre dire che, allargando il foro terminale del cono interno della marmitta si possono modificare coppia, temperatura di esercizio e consumo.
Supponiamo che la nostra marmitta abbia un foro terminale interno del diametro di 10 mm. Se lo allarghiamo con un tondino di legno appositamente tornito al diametro da noi desiderato (diciamo 12 mm.), avremo una coppia maggiore, una carburazione più grassa e di conseguenza un minore surriscaldamento del motore dovuta alla migliore uscita dei gas di scarico, ma anche un maggior consumo, abbinato ad una minore velocità di punta.
Questo accorgimento si usa solo quando è molto caldo, la pista è gommatissima, le accelerazioni avvengono in maniera violenta ed il motore fatica in uscita dalle curve.
Se adottassimo questo sistema con temperature basse, avremo sicuramente dei grossi problemi di carburazione, anche in presenza di un notevole grip, che si manifesterebbero in una carburazione sempre troppo grassa ai bassi regimi.
La presa di pressione sulla marmitta può sembrare un elemento insignificante, invece la sua posizione e la lunghezza del tubetto che manda pressione al serbatoio, possono crearci dei problemi, se non curati attentamente.
La migliore sistemazione per la presa di pressione sulla marmitta, è al centro dei due coni (dove sono saldati) perchè è il punto dove la pressione dei gas di scarico è più costante e non andrà a modificare la carburazione in nessun caso, anche con il serbatoio pieno.
La lunghezza del tubetto della pressione dev'essere di circa 18-20 cm. Se avremo problemi di consumo (nell'ordine di 6-8 secondi), allungandolo di una decina di centimetri, potremo risolverli perchè avremo una carburazione più magra, ma anche più critica.
La perfetta messa a punto si ottiene cercando il giusto compromesso. Per fare un buon lavoro occorre provare molto ed in diverse condizioni, dopodichè riusciremo ad utilizzare sempre al meglio il materiale a nostra disposizione.
Anche la marmitta, come tutto del resto, necessita di un'accurata manutenzione. Vi siete mai chiesti perchè alcuni hanno sempre marmitte lucide e pulitissime? Non è certo perchè le mettono nuove ad ogni gara, ma solo perchè le ripuliscono sempre con molta cura.
La lucentezza esterna della marmitta è più che altro un fattore estetico, la costante pulizia dell'interno, invece, fa si che la marmitta abbia sempre una resa ottimale, perchè in un lungo periodo d'uso senza interventi, può formarsi uno strato di incrostazione interna dovuta ai gas di scarico e residui d'olio incombusto, che può diminuirne l'efficacia.
Il modo migliore per rimettere a nuovo la marmitta, è bruciarla con un cannello a gas.
Occorre munirsi di un cannello fiamma, un secchio d'acqua, una paglietta metallica (quelle che si usano normalmente in cucina per sgrassare le pentole) e detersivo in polvere.
Questo lavoretto va fatto con molta perizia ed al buio o con pochissima luce... poi capirete il perchè.
Cominciamo con l'accendere il cannello tenendo una fiamma abbastanza alta rivolta sulla marmitta che, poco dopo, prenderà fuoco dall'interno... non proccupatevi, si sta solo pulendo.
Quando la marmitta comincerà a diventare appena rossa (e questo si noterà solo al buio), spegniamo immediatamente la fiamma, altrimenti cola tutto.
Dopo alcuni secondi la marmitta riprenderà il colore abituale: l'afferriamo con le pinze e l'immergiamo nel secchio d'acqua. ora la marmitta è tornata alla temperatura normale e, strofinandola nell'acqua con il detersivo e la paglietta, tornerà come nuova.
Un doveroso commento finale: troppo spesso gli automodellisti danno la colpa di tutto o quasi tutto al motore che non rende come vorrebbero ed invidiano sempre quello degli altri, dimenticando invece di curare la messa a punto e di fare una buona manutenzione, cose che sono fondamentali per le prestazioni del motore e dei suoi accessori. Così facendo, riescono ad utilizzarne solo il 50% della potenzialità.



e-mail:
info@solarolirctuning.com - tel. 338-5708790 - 335-8161566 - 0545-61332


® Copyright 2007

I marchi presenti in questa pagina sono proprietà delle rispettive ditte